Disturbi del sonno: le apnee notturne

Posted by   Andrea Dati
06-03-2020
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Apnee notturne

Disturbi del sonno: le apnee notturne

La Sindrome delle Apnee Notturne è una patologia che rientra all’interno della macro-area dei “Disturbi del Sonno”.

Si tratta di un disturbo largamente sotto-diagnosticato sia per la poca informazione a riguardo, sia perché ha una sintomatologia piuttosto confondibile. Per entrambe queste ragioni si tende a dire semplicemente che il paziente russa.

Perché possa parlarsi di apnea notturna, si deve verificare un arresto involontario completo (apnea) o parziale (ipopnea) del flusso d’aria nelle vie aeree, della durata di almeno 10 secondi e ripetuto più volte nell’arco della notte.

Esistono vari tipi di apnee, ma quella più comune è sicuramente l’apnea ostruttiva: i polmoni cercano di espandersi, ma non ci riescono a causa dell’ostruzione del passaggio dell’aria nelle prime vie respiratorie. Queste apnee sono un grande sforzo per l’organismo: il battito cardiaco accelera, l’ossigeno nel sangue diminuisce, la pressione arteriosa aumenta e il sonno diventa più superficiale.

I sintomi principali delle apnee notturne, come abbiamo detto, sono aspecifici:

- forte russamento intermittente, perché interrotto dalle apnee- sonno notturno frammentato,

- cefalea al risveglio;

- bocca asciutta al risveglio e sensazione di gola irritata;

- eccessiva sonnolenza diurna;

- ridotta capacità di memoria e di concentrazione;

- ipertensione arteriosa;

- riduzione della libido.

Dopo aver visto i sintomi cerchiamo di capire quali sono le possibili cause.

Le apnee notturne si manifestano quando i muscoli localizzati posteriormente alla gola si rilassano: in tali circostanze, le vie respiratorie si restringono durante l'inspirazione, con blocco temporaneo della respirazione.

Le cause possono essere diverse, vanno da anomalie dell’osso mandibolare, all’uso di farmaci ansiolitici per cercare di riposare meglio, dall’ingrossamento della lingua, all’ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi, fino all’obesità, la mononucleosi acuta o un tono muscolare generale debole.

Il metodo più semplice per valutare la presenza di SAS è la polisonnografia, un esame che misura gli eventuali disturbi respiratori del sonno.

Si tratta in sostanza di indossare, durante il sonno, una particolare strumentazione che rileva e registra alcuni parametri fisiologici fondamentali, come l'attività cerebrale, la respirazione e i livelli di ossigeno

L’approccio terapeutico ovviamente varia a seconda della gravità del problema.
Nelle forme più lievi, che non presentano altre complicazioni, viene consigliato il dimagrimento. Infatti una riduzione anche solo del 10% del peso corporeo sarebbe in grado di migliorare in maniera clinicamente significativa l'indice di apnea-ipopnea.

In generale si raccomanda, inoltre, di non bere alcolici per 4-6 ore prima di coricarsi, non assumere farmaci sedativi, smettere di fumare, ed imparare a non dormire in posizione supina.

Una soluzione per chi soffre di apnee notturne non troppo gravi può essere utilizzare degli appositi bite odontoiatrici detti MAD (Mandibular Advancing Devices) che portano la mandibola in avanti durante il sonno, modificando la posizione della lingua, dell’osso ioide e dell’epiglottide.

Tutto ciò permette di aumentare il diametro delle prime vie aeree.

Esistono anche dei correttori di postura o dei collarini sensibili alla posizione assunta nel sonno e che rilasciano stimoli vibratori ogni volta che il paziente si sdraia sulla schiena, inducendolo a rigirarsi su un fianco.

Possono offrire un certo aiuto anche i prodotti che normalmente si usano per diminuire il russamento notturno, come spray orali e cerotti per il naso.

Nelle forme più complesse, invece, può essere più opportuno ricorrere a:

- CPAP (Continuous Positive Airway Pressure): si tratta di un dispositivo di ventilazione meccanica a pressione positiva continua che induce pressione positiva di aria nelle vie aeree, tramite una mascherina applicata sul naso. In questo modo si evita l’ostruzione della faringe e l’apnea si annulla;

- la chirurgia, per correggere eventuali difetti anatomici o anomalie ostruttive delle prime vie aeree. Nei bambini si valuta la possibilità di rimuovere o ridurre le dimensioni delle adenoidi o delle tonsille.

Dr. Sebastiano Iannacchione

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